Parte la NBA 2016, la introduce Mario Castelli

Tra poche ore scatterà ufficialmente la nuova stagione NBA e per aprire la nuova stagione ho deciso di intervistare chi ne capisce più di me, guardando e commentando il basket di oltre oceano da diversi anni. Ringrazio Mario Castelli, telecronista di basket per SportItalia, per la massima disponibilità e per la celerità con cui ha permesso che questa intervista potesse uscire prima dello start ufficiale.

La NBA è alle porte, ai nastri di partenza si presenta una stagione che si preannuncia tra le più belle degli ultimi anni. A Ovest i Golden State chiamati a confermarsi, gli Spurs rinnovati con l'arrivo di Aldridge, i Clippers che hanno confermato Jordan e aggiunto Pierce e Stephenson nel roster e i Thunder con il ritorno di Durant. A Est LeBron e i Cavaliers alla ricerca della rivincita, i nuovi Bulls di Hoiberg, gli Hawks versione 2.0 e i sempreverdi Heat di Wade e Bosh. 
Saranno loro a contendersi l'anello? Ci può essere spazio, secondo te, per qualche sorpresa?
Personalmente non credo. Sono dell’idea che per vincere quattro serie al meglio delle 7 sia troppo importante la qualità degli interpreti, specialmente dei primi 5/6 che sono poi quelli che giocano  e ruotano nei momenti in cui si decidono le partite. Quindi non penso che si uscirà dal novero delle squadre più quotate: ad est l’unica con il potenziale per vincere il titolo è Cleveland, ad ovest quelli con più chance sono i Warriors (mia personale favorita per ripetersi) seguiti subito dietro da Spurs, Thunder, Clippers e forse anche i Rockets. Di sorprese ce ne potranno essere, forse soprattutto ad Est dove dietro ai Cavaliers c’è molto spazio per bagarre e colpi di scena, ma difficilmente si uscirà dal lotto delle sei squadre citate prima.

Aldridge in maglia Spurs/Twitter
Tornando indietro di qualche mese. Questa free agency è stata particolarmente scoppiettante, Aldridge a San Antonio può essere considerato a tutti gli effetti il grande colpo estivo?
Assolutamente sì. Un all-star solidissimo, giocatore che nelle ultime due stagioni ha chiuso a oltre 23+10 di media, si aggiunge ad un telaio collaudato e già forte di suo dove ha tutto per potersi integrare bene, essendo un giocatore intelligente, non particolarmente egoista e con un’ottima tecnica. E’ un’aggiunta che farà doppiamente il bene degli Spurs, perché oltre a dotarli di uno dei lunghi più solidi ed efficaci della Lega gli permetterà di risparmiare di più Duncan e di averlo più fresco nei momenti in cui conterà.

Cosa pensi, invece, del triangolo Clippers-Jordan-Mavericks? E' il regolamento da cambiare o il comportamento degli angelini e del centro è stato scorretto?
La tenda di Griffin nel giardino di Jordan/Twitter
Probabilmente qualcosa da rivedere nel regolamento ci sarebbe, perché in quella settimana che intercorre tra il momento in cui apre la free agency e il momento in cui i giocatori possono firmare ufficialmente i contratti poi capita che succedano cose del genere. Più che dei Clippers, che hanno semplicemente provato a fare il loro interesse, direi che la scorrettezza maggiore è stata di DeAndre Jordan: per come la vedo io, dare la parole equivale né più né meno ad una firma su un contratto. Una volta che ti impegni verbalmente con una squadra (con quello che poi ne consegue, perché Dallas si è fidata della parola di Jordan e ha lasciato cadere tutte le altre piste che seguiva per il centro titolare) non puoi rimangiarti tutto. Non credo sia serio e tantomeno onorevole.

Ci sono stati diversi cambi di panchina durante la off season. A Chicago, con Hoiberg, e a Oklahoma, con Billy Donovan, hanno seguito le orme di Boston la scorsa stagione, ma con obiettivi completamente diversi rispetto ai Celtics. La scommessa potrà pagare da subito i dividendi o avranno bisogno di un periodo di adattamento?
Spero che sia una mossa che possa pagare soprattutto quella di Chicago, perché ho visto qualche partita di Iowa State nell’ultimo biennio e mi è piaciuto tantissimo sia il gioco che Hoiberg aveva dato alla sua squadra che la gestione all’interno della partita. Billy Donovan è una scelta sicuramente meno coraggiosa e rischiosa di quelle di Hoiberg e Stevens, essendo un allenatore molto più navigato e affermato, con anche due titoli alle spalle. Ciò che mi intriga è che è un coach che ha anche assaggiato il mondo FIBA, avendo guidato gli USA under19 all’oro mondiale di due anni fa, quindi avrà anche qualche idea e qualche influenza culturale in più da portare alla causa, dove troverà subito un ottimo materiale umano da cui partire.

Altro nuovo allenatore è Alvin Gentry a New Orleans. Dalla prima conferenza ha detto di voler trasformare Anthony Davis in una macchina perfetta, allargando il suo range di tiro anche da 3 punti. Durante la preseason ha tirato 7/13 dalla lunga distanza, mostrando già una più che discreta forma fisica. Sarà la stagione della definitiva consacrazione?
Anthony Davis è pronto per l'inizio della stagione/ Twitter
Assolutamente sì. Oggi come oggi credo che se i Pelicans dovessero riuscire a disputare una stagione di buon livello, diciamo attorno alle 48-50 vittorie, sarebbe il candidato numero 1 per il titolo di mvp. Poi magari LeBron fa la stagione della vita oppure uno tra Curry, Harden, Durant e Westbrook trascina la propria squadra con una serie di super prestazioni individuali, ma al momento per il potenziale che ha da mettere in campo direi che Anthony Davis può essere l’opzione più credibile. Se poi riuscisse a costruire un tiro da tre più che affidabile, senza abusarne e senza rinunciare ad attaccare il ferro, potrebbe davvero diventare semi-immarcabile, anche perché è un giocatore serio, intelligente e con un giusto approccio.

Questa potrebbe essere l'ultima stagione di un mostro sacro come Kobe Bryant, fine corsa senza post season per lui e i suoi Lakers?
Come valuti il ritorno di Metta World Peace, aka Panda's Friend, come mentore di Randle e guida morale dello spogliatoio?
In una situazione come quella dei Lakers un giocatore come Metta può essere utile dal punto di vista caratteriale e dello spogliatoio, anche per cercare di tenere nei binari giocatori che possono sentirsi “da Lakers” senza esserlo caratterialmente o tecnicamente. L’anno scorso l’assenza di Kobe si è sentita più sotto questo punto di vista (chi si ricorda l’intervista con Young, Hill e Lin?) che non sotto quello dell’apporto in campo, dato che difficilmente avrebbe cambiato granchè ai termini della classifica finale. Anche quest’anno i Lakers non faranno i playoffs, Kobe ovviamente rimane uno dei giocatori con più senso della competizione e con più voglia che ci siano nella NBA, però il tempo passa anche per lui e i due lunghi infortuni degli ultimi anni avranno influito parecchio. Se dovesse fare fatica a tornare sugli standard a cui era abituato, come probabilmente potrebbe accadere, allora esiste la chance che decida di fermarsi lì.

Una chiusura sugli italiani. Gigi Datome è tornato in Europa, l'unico a non aver cambiato canottiera è Danilo Gallinari, che arriva da un Europeo giocato su livelli mostruosi e che si è dato come obiettivo quello di provare a riportare i playoff in Nevada a Denver. Missione improba nel super competitivo Ovest?
Sì, credo che Denver non abbia mezza chance di fare i playoffs. Troppa differenza di qualità con le prime 6/7 della Western Conference e troppe possibili rivali più attrezzate per acciuffare l’ultimo posto. Questa sarà una stagione di transizione, in cui proveranno a capire cosa può essere Mudiay a livello NBA e se Danilo è pronto per essere il giocatore cardine di una squadra. Ovviamente speriamo tutti di sì, e il suo straordinario europeo ci dà anche qualche motivo per crederlo. Se rimane sano sarà verosimilmente la migliore stagione della sua carriera, agli ordini di un bravo coach e in un ambiente con poca pressione e poche aspettative.

Belinelli è andato a prendere un contrattone, come da lui stesso ammesso, a Sacramento dove trova Rondo, Cousins e Gay agli ordini di coach Karl, che lo ha paragonato a Pistol Pete Maravich. Accostamento un tantino azzardato forse? Riusciranno ad esprimere un basket di livello o le incomprensioni tra  Cousins e Karl prevarranno? 
Belinelli durante il Media Day/ Twitter
Direi azzardatissimo, anche perché Maravich a livello di ball-handling, playmaking e anche capacità realizzative e di crearsi un tiro da solo era un giocatore unico nel suo genere, probabilmente difficilmente ripetibile nella storia del basket. Marco è un solidissimo role-player con l’ambizione a diventare qualcosa di più, mi piace l’idea di Karl di non farlo partire in quintetto ma di usarlo come sesto uomo che entra dalla panchina e cambia la partite “alla micro-onde”, mentre provare a immaginare cosa passerà nella sua testa e in quella di Cousins è un rebus. Potenzialmente sono una squadra con una forbice di vittorie molto ampia tra best-case scenario e worst-case scenario. Se tutto va bene, tutti si amano e tutti seguono coach Karl, allora i Kings potrebbero anche arrivare ottavi e fare i playoffs, se invece dovesse andare tutto a carte quarantotto in poco tempo, allora potrebbe diventare una stagione molto lunga e pesante a Sacramento.

L'Europeo ci ha ridato un Bargnani in ottima forma. Ha firmato con i Brooklyn Nets al minimo salariale, come valuti la scelta del Mago di non andare in una contender, a favore di un minutaggio sicuramente maggiore?
A me sarebbe piaciuto vederlo con un ruolo minore ma comunque importante in una squadra da playoffs, per capire se è un giocatore che può dare un apporto decisivo anche a livello NBA quando si giocano le partite che contano oppure no. Però la sua scelta è stata probabilmente più saggia di quella che avrei fatto io: va per pochi soldi in una squadra dove può rimettersi in gioco ed essere protagonista per riguadagnare visibilità, credibilità e anche un ultimo contratto importante in carriera. Al momento il suo pedigree NBA non è altissimo, complici anche le dichiarazioni pesanti su di lui da parte di uno che viene vagamente ascoltato come Phil Jackson, però è una scelta coraggiosa: vuol dire che ha fiducia nei suoi mezzi e crede di poter ripartire quasi da zero per riguadagnarsi il livello che crede di meritare.

Volevo ringraziarti per il tempo concessomi e la possibilità di fare questa intervista. Sperando di poterne fare altre nel proseguo della stagione. 
Sempre a vostra disposizione, per me è un piacere. Buona NBA a tutti!
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About Matteo Vismara

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